Anche quest’anno l’aumento delle temperature si fa sentire. A livello amministrativo territoriale, segnaliamo come pressoché tutte le Regioni abbiano emesso delle ordinanze, spesso preventivamente discussi con le parti sociali maggiormente rappresentative. L’elemento di maggiore novità di diverse ordinanze regionali (si segnalano, ad esempio, quelle di Piemonte, Puglia e Lazio) è l’inclusione dei cosiddetti “rider” tra i destinatari delle tutele ivi previste. Questo significa in concreto che non solo chi lavora in un cantiere edile o in un campo agricolo non deve lavorare nelle ore centrali delle giornate estive, ma anche un ciclofattorino dovrà ora essere tutelato, non potendo essere quindi costretto a trasportare beni a domicilio (ad esempio bevande fresche), in quella stessa fascia oraria.
Si tratta di una novità di rilievo da segnalare, che si accompagna a un altro aspetto considerevole: di recente, il Tribunale di Milano ha emesso un’ordinanza nei confronti di una nota azienda di consegna di beni a domicilio mediante l’impiego di ciclofattorini, ingiungendole di confrontarsi preventivamente con il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale “sui rischi per la salute e sicurezza dei rider derivanti dalle ondate di calore, tenuto conto dell’età, del genere, della condizione di maternità e gravidanza, della provenienza geografica e della tipologia contrattuale” e anche di “mettere a disposizione dei riders adeguati dispositivi di protezione e idoneo abbigliamento protettivo, somministrando ai medesimi forme di adeguata idratazione, creme protettive e sali minerali”. L’ordinanza, promossa a livello sindacale dalla CGIL, segnala – assieme alle ordinanze regionali già menzionate – una sempre maggiore presa di coscienza della necessità di ampliare le tutele di tutti i lavoratori più esposti al rischio calore.
Nello stesso senso di un ampliamento delle tutele si colloca anche il protocollo d’intesa nazionale sul rischio calore, sottoscritto nelle scorse settimane al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tra le parti sociali maggiormente rappresentative. Il documento presenta una serie di indicazioni cui attenersi durante il periodo estivo, a tutela dei lavoratori impiegati, ma da diverse organizzazioni sindacali è considerato solo un punto di partenza piuttosto che di arrivo. Se, infatti, è indubbio che vi sia un cambiamento climatico strutturale, con temperature costantemente sopra le medie cui siamo stati abituati nei decenni passati, diventa necessario intervenire con soluzioni altrettanto strutturali, come un intervento normativo, al momento assente.
A livello amministrativo, segnaliamo anche la situazione paradossale in cui potrebbero trovarsi i dipendenti pubblici chiamati a verificare il rispetto delle suddette ordinanze regionali: dalla polizia municipale agli ispettori del lavoro ai tecnici della prevenzione delle ASL, ad esempio. È necessario che il datore di lavoro pubblico dia il buon esempio, dotando questo personale dei dispositivi idonei ed evitare che uno di loro vada a verificare sotto il sole cocente che non ci siano lavoratori in opera, mentre loro stessi non hanno alcun dispositivo a propria tutela.
Ci auguriamo che questa sempre maggiore consapevolezza di tutele sia quindi accompagnata da interventi sempre più efficaci e strutturali per tutti.
[*] Presidente della Fondazione Prof. Massimo D’Antona E.T.S.
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