Anno XIV - n° 76

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Luglio/Agosto 2026

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Viaggio nella terra della memoria

Tra mancanza di lavoro e fuga dei giovani: il futuro negato del Molise


di Fabrizio Di Lalla [*]

Fabrizio Di Lalla 30 31

Di Lalla 76 1Quando questo giornale sarà pubblicato, molti dei lettori abituali saranno probabilmente al mare, in montagna o, comunque, in vacanza. Per questo, come faccio spesso in estate, lascio da parte gli argomenti impegnativi e un poco barbosi per scrivere qualcosa di più lieve adatto al periodo. Questa volta, pertanto, voglio raccontare un'esperienza personale che mi ha profondamente colpito.

Negli ultimi anni ho sentito crescere sempre di più il desiderio di tornare alle mie radici, nel luogo che lasciai a otto anni per trasferirmi con la mia famiglia a Roma. Ritrovare il Basso Molise, quel fazzoletto di terra posto a settentrione del capoluogo regionale che si stende fino al mare, dopo oltre mezzo secolo, è stata un'emozione intensa. Ho scoperto un ambiente bellissimo, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso in cui serenità, paesaggi e tradizioni rappresentano un antidoto alla frenesia del mondo contemporaneo, anche se la modernità, nel suo aspetto più interessante è ben accolta dai miei conterranei. Qui, per esempio, l’uso di internet e degli strumenti telematici non è inferiore al resto d’Italia, anzi.

Percorrere le sue strade significa attraversare dolci colline che degradano verso il mare, immersi in un silenzio ormai raro. Il traffico è quasi inesistente e il paesaggio invita a rallentare. Questa tranquillità, tuttavia, ha anche un risvolto amaro: molti giovani sono costretti a lasciare il proprio paese in cerca di lavoro e un futuro migliore proseguendo un'emigrazione che ha segnato queste terre per oltre un secolo. Un esodo che ha trasferito altrove molto più della metà dei miei conterranei. Una vera e propria diaspora che ha colpito a morte l’economia, togliendo le forze più giovani e intraprendenti.

L'economia continua a poggiare soprattutto sull'agricoltura, sull'allevamento e su piccole attività artigianali e commerciali, settori che negli ultimi decenni hanno saputo rinnovarsi grazie all'iniziativa di imprenditori locali, ma che non riescono ancora a offrire opportunità sufficienti alle nuove generazioni. La grande industria è quasi assente e il turismo, pur potendo contare su un patrimonio paesaggistico, storico ed enogastronomico di grande valore, non è ancora sfruttato appieno. È un territorio ricco di potenzialità che attende ancora di essere valorizzato fino in fondo. Proprio questa realtà, fatta di ritmi lenti, piccoli centri e autentici rapporti umani, rende il Basso Molise così diverso da gran parte dell'Italia di oggi.
Il ritorno mi ha riportato anche ai sapori della mia infanzia. La colazione era una semplice fetta di pane con olio e un pizzico di sale oppure di zucchero, a volte arricchita da un pomodoro appena spremuto. Anche il vino faceva parte della tavola familiare e qualche sorso era considerato del tutto normale per i ragazzi di allora.

Ricordo ancora le visite a Larino da mia zia Vincenzina e da suo marito, coloni parziari di un grande uliveto. Attorno a un lungo tavolo si condividevano piatti semplici: bruschette, pasta, formaggio e peperoni fritti in abbondante olio d'oliva. Lo zio riempiva per tutti lo stesso bicchiere con un vino scuro e robusto. Erano pranzi poveri, ma ricchi di calore umano.

Accanto a questi ricordi riaffiorano anche quelli della povertà del dopoguerra. Mia madre aiutava una famiglia in difficoltà portando ogni tanto una bottiglia d'olio che anche allora aveva un costo che non tutti se lo potevano permettere. Rivedo ancora la gratitudine di quella donna, che la accoglieva con le lacrime agli occhi. Un'altra sera accompagnai mia madre da una famiglia un tempo benestante, precipitata nella miseria dopo la guerra: sul tavolo c'erano soltanto tre sardine e qualche fetta di pane da intingere nell'olio della padella. Immagini che un bambino non dimentica.
Oggi il Basso Molise è cambiato sotto molti aspetti, ma conserva ancora un patrimonio fatto di paesaggi, tradizioni e autenticità che altrove rischia di scomparire. Prima che anche questa terra venga completamente omologato al resto del Paese, vale la pena visitarla. Sono certo che, come è accaduto a me, saprà sorprendere chiunque abbia voglia di riscoprire un'Italia ancora genuina e gente che ha tra i suoi valori tolleranza e accoglienza. Quadrato Rosso


Copertina Viaggio In Molise




Fabrizio Di Lalla
ha recentemente pubblicato un libro dal titolo Viaggio in Molise tra presente e passato (Editore: Tabula Fati, Pagine: 200, Prezzo: 18,00 €). Non una semplice guida, ma un viaggio narrativo che restituisce dignità alle aree interne del Basso Molise. Tra memorie familiari, riflessioni sullo spopolamento e sguardo al futuro, un’opera limpida e profonda che trasforma il ricordo individuale in memoria collettiva.

[*] Giornalista e scrittore. Consigliere della Fondazione Prof. Massimo D’Antona.

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