
Quindici contributi, un'unica domanda: chi paga il conto del cambiamento? Dalle imprese europee alla pubblica amministrazione, dall'intelligenza artificiale alle pensioni, il numero 77 di Lavoro@Confronto torna sempre lì.
Il merito è far dialogare piani diversi, dal giudice costituzionale all'ispettore.
Un numero con un forte richiamo non ideologico: l'innovazione, tecnologica o giuridica, è accettabile solo se non fa dell'anello più debole il suo costo. Dietro ogni cifra, ricorda Cruz Lezcano, c'è una persona: al sindacato spetta trasformarlo in clausole, controlli e investimenti
Il filo più robusto è l'inefficienza altrui trasformata in costo individuale. Tofani mostra che la circolare INPS 92/2026 retrodata la malattia di un giorno ma lascia scoperti sabato e festivi; Cappellini e Dettori descrivono funzionari che difendono lo Stato in giudizio con strumenti d'altri tempi; Cruz Lezcano racconta gli appalti a cascata in cui la responsabilità evapora e la vita resta. Ariano vede lo stesso schema a Bruxelles: l'impresa «in 48 ore» semplifica per chi la costituisce, complica per chi controlla e per chi lavora.
Biagiotti smonta la Legge 119/2026: indicatori come «agire velocemente» sono slogan, e il tetto del 30% ai punteggi alti presuppone uffici mal organizzati. Di Lalla quantifica l'inerzia, tra 57 e 80 miliardi di adempimenti inutili, e accusa leggi senza risorse e resistenze interne; Lombardo avverte che l'IA non diventi l'alibi per tagliare gli organici. Convergono: senza competenze e progettazione nessuna riforma regge. Resta una frizione non dichiarata, tra la severità di Di Lalla verso la «cultura» interna e chi vede il personale vittima di carenze di organico.
IA: quattro registri, un dilemma
Cascioli sceglie la storia: stampa, fabbrica, radio e Internet hanno prodotto «anticorpi», li produrremo anche ora. Fadila preferisce l'apologo del Chat che trova i refusi ma ne lascia uno. Lombardo la tratta da abilitatore da sperimentare, Olivieri Pennesi da questione antropologica, con l'enciclica Magnifica Humanitas. L'ottimismo storico e la cautela dell'enciclica si leggono meglio insieme; manca però un dato: quanto lavoro l'IA sostituisce davvero? Il banco di prova è già normativo: il nuovo reato per l'IA ad alto rischio dice più di cento appelli.
La Consulta, con Delle Donne, riconosce la reversibilità al superstite di una coppia sposata all'estero; il Consiglio di Stato, con Ginelli, fa dell'ispezione un controllo sostanziale sulla retribuzione ex art. 36 Cost. Notaro mostra l'altra faccia: il distacco di salvaguardia indebolisce l'interesse del distaccante e carica sull'ispettore la prova della crisi reale. Più tutele sostanziali, dunque, ma anche più discrezionalità e meno certezza: forse è ora che il Parlamento faccia il proprio mestiere.
Carmignani indica come governare il cambiamento senza attendere la legge: il congedo mestruale nel pubblico impiego via contrattazione, con certificazione annuale e sperimentazione di dodici mesi. Talamo, rievocando D'Antona, ricorda il «lavoro senza aggettivi» e avverte che le riforme muoiono per le alleanze conservatrici. Contratti, sentenze e circolari riconoscono diritti che la legge non sa dare, ma lasciano disuguaglianze, come Tofani nota per il dipendente pubblico.
Ariano e Notaro focalizzano l’attenzione sullo stesso tema. Il primo teme l'«EU Inc.»: un modello Delaware senza Stato federale, con il principio «once only» che porterebbe la legge del lavoro della sede legale su chi opera in Italia. Il secondo analizza l'art. 16-quater del D.L. 62/2026, che consente distacchi tra settori e contratti diversi anche senza interesse del distaccante. Esigenze legittime, agilità e posti salvati, ma con una zona grigia dove il contratto applicabile dipende dal punto di partenza.
Sotto molti articoli corre la Costituzione: gli artt. 36 e 41, citati da Ginelli e Olivieri Pennesi, ricordano che l'impresa non può ledere sicurezza e dignità. Cruz Lezcano porta la pressione morale: 837 morti in otto mesi, 3,4 al giorno, sono il fallimento di una catena di responsabilità. Notaro lo traduce in chiave ispettiva: un utilizzatore che non aggiorna il DVR né forma il distaccato rivela una salvaguardia solo di facciata. La sicurezza resta la prova che le tutele funzionano. ![]()
[*] Direttore Responsabile di Lavoro@Confronto
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